Aerostatica
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Il volo in mongolfiera, detto anche aerostatica, si basa sul Principio di Archimede: l’aria riscaldata all’interno dell’involucro diventa meno densa di quella esterna. In questo modo la mongolfiera risulta più leggera dell’aria che la circonda e riceve una spinta verso l’alto, che le permette di sollevarsi e “galleggiare” nell’atmosfera.
Il pilota controlla la quota variando la temperatura dell’aria all’interno dell’involucro utilizzando un bruciatore e sfrutta le correnti d’aria a diverse altitudini per dirigere il volo nella destinazione preferita.
L’aerostatica unisce tecnica e strategia: il pilota deve leggere il vento e le condizioni meteorologiche per navigare con precisione. Le competizioni prevedono prove di abilità e navigazione con target al suolo e nel cielo, regolamentate e riconosciute dalla FAI, oltre alla possibilità di stabilire record di distanza, durata e quota.
Esistono due principali tipi di volo aerostatico:
- Mongolfiera ad aria calda: utilizza un bruciatore per riscaldare l’aria e controllare la quota.
- Mongolfiera a gas: utilizza gas più leggero dell’aria (come elio o idrogeno) e varia la quota scaricando zavorra o gas, permettendo voli più lunghi e continui.
Il progresso tecnologico ha migliorato materiali e strumenti per la navigazione, ma l’esperienza del pilota resta fondamentale.
La licenza di pilota di mongolfiera può essere conseguita dai 16 anni, mentre è possibile iniziare l’attività di volo come allievo anche prima, sotto la supervisione di istruttore .